Per anni abbiamo assistito impotenti al saccheggio delle nostre acque. Reti chilometriche, elettrostorditori e furgoni pronti a partire verso l’Est Europa hanno martoriato il Po, i canali del ferrarese e i grandi laghi del Nord, portando via quintali di carpe, siluri e lucci. Ma oggi la musica cambia.
Con l’approvazione definitiva delle modifiche alla Legge n. 154, l’Italia si dota finalmente di un’arma affilata per contrastare quella che è stata definita la “Mafia del Pesce”. Non si tratta più di semplici sanzioni amministrative, ma di reati penali che colpiscono duramente chi distrugge il nostro ecosistema.Un’Emergenza non solo Ambientale, ma CriminaleIl bracconaggio ittico non è un “peccato veniale” commesso da qualche pescatore improvvisato. Come sottolineato dal Senatore Bergesio in senato, si tratta di criminalità transnazionale organizzata.
I numeri del disastro
Danni alla fauna: In alcune zone del Delta del Po e dei laghi prealpini, la popolazione ittica ha subito un crollo stimato tra il 30% e il 55%.
• Giro d’affari: Si stima che il mercato nero del pesce d’acqua dolce generi oltre 5 milioni di euro l’anno.
• Rischio Sanitario: Il pesce viene catturato senza alcun controllo, macellato in luoghi di fortuna e trasportato in condizioni igieniche precarie, mettendo a serio rischio la salute dei consumatori finali.Le novità della Legge: Tolleranza ZeroLa modifica dell’articolo 40 della legge 28 luglio 2016 introduce una stretta senza precedenti. Ecco i punti cardine che ogni carpista e pescatore sportivo deve conoscere:
Carcere per i Bracconieri
La vera svolta è il passaggio dalle sanzioni amministrative (spesso mai pagate da soggetti nullatenenti o stranieri) alle pene detentive.
Chi viene sorpreso a praticare bracconaggio con metodi vietati rischia ora l’arresto fino a 2 anni. Questo conferisce alle forze dell’ordine poteri di intervento molto più ampi, inclusa la possibilità di fermo.Confisca Obbligatoria dei MezziQuesta è forse la misura più temuta dalle organizzazioni criminali. La legge prevede ora la confisca obbligatoria di tutta l’attrezzatura, inclusi:
• Barche e natanti.
• Automezzi e furgoni utilizzati per il trasporto del pescato (anche se non di proprietà del trasgressore, qualora il proprietario sia consenziente).
• Reti, elettrostorditori e apparecchiature professionali.Sospensione delle LicenzePer chi opera sotto una parvenza di legalità (come i falsi pescatori professionisti), è prevista la sospensione immediata della licenza di pesca da 6 mesi a 2 anni, che può diventare definitiva in caso di recidiva.Il Ruolo delle Guardie Volontarie e delle Forze dell’OrdineLa legge è uno strumento, ma sono le persone a farla rispettare. Un plauso va alle Guardie Ittiche Volontarie (G.G.V.), ai Carabinieri Forestali e alla Polizia Provinciale che, spesso con mezzi limitati, presidiano le sponde notte e giorno.
“Questa vittoria è dedicata a chi ha passato le notti in bianco nel fango, rischiando in prima persona per difendere le nostre carpe e i nostri fiumi.”
Cosa significa per il Carp Fishing?
Per noi carpisti, questa legge rappresenta una boccata d’ossigeno. Il Carp Fishing vive di Catch & Release e di amore per l’ambiente. Vedere i propri “spot” svuotati da reti illegali è una ferita che finalmente può iniziare a rimarginarsi.
La protezione della biodiversità non è solo un concetto astratto, ma la garanzia che le generazioni future possano ancora godere del brivido di una partenza in una notte di mezza estate. La pesca sportiva in Italia muove un indotto economico enorme (negozi, agriturismi, turismo locale) che il bracconaggio stava letteralmente uccidendo.La Battaglia Continua
L’approvazione della legge è un traguardo storico, frutto della collaborazione tra istituzioni (come la FIPSAS) e il mondo della politica. Tuttavia, non dobbiamo abbassare la guardia. La vigilanza e la denuncia restano i nostri strumenti principali.
Di seguito vi lasciamo alcune linee guida pratiche per effettuare una segnalazione corretta, utile e soprattutto sicura.Chi contattare: i numeri giusti fanno la differenza
Non tutte le segnalazioni hanno lo stesso peso. È fondamentale rivolgersi ai soggetti competenti, seguendo un ordine di priorità chiaro:
• 112 – Numero Unico di Emergenza
In caso di bracconaggio in atto, è il riferimento principale. Chiedi esplicitamente l’intervento dei Carabinieri Forestali, il corpo specializzato nella tutela dell’ambiente e della fauna selvatica. La normativa vigente attribuisce loro pieni poteri penali in materia.
• Polizia Provinciale
In molte province operano nuclei altamente specializzati nella vigilanza ittica. Conoscono il territorio, le dinamiche locali e spesso hanno già sotto osservazione le aree più sensibili.
• Guardie Giurate Volontarie (FIPSAS, ARCI, ecc.)
Se frequenti abitualmente una determinata zona, è buona norma salvare il numero della vigilanza volontaria locale. Possono effettuare un primo sopralluogo e attivare rapidamente le forze dell’ordine.Quali informazioni raccogliere?Una segnalazione efficace si basa sulla precisione. Anche pochi dettagli, se corretti, possono fare la differenza:
• Posizione esatta
Utilizza Google Maps o un’altra app di navigazione per individuare e condividere le coordinate GPS o un punto preciso sulla mappa.
• Targa dei veicoli
È spesso l’elemento più importante. Furgoni o auto parcheggiati in prossimità della riva sono un chiaro campanello d’allarme: annota la targa, anche parzialmente se necessario.
• Descrizione dei soggetti
Numero di persone, abbigliamento, movimenti sospetti, eventuale lingua parlata (se percepibile a distanza).
• Attrezzature visibili
Reti (in acqua o a terra), generatori, elettrostorditori, cassette o contenitori per il pesce. Anche piccoli dettagli possono confermare l’attività illecita.L’importanza delle prove fotograficheSe la situazione lo consente e solo in totale sicurezza, fotografie o brevi video possono rafforzare enormemente una segnalazione:
Inquadra chiaramente la targa del veicolo
Documenta la presenza di reti, spesso segnalate da bottiglie di plastica o galleggianti anonimi
Riprendi l’attrezzatura senza avvicinarti
Il materiale potrà essere inviato successivamente come integrazione alla denuncia.Cosa NON fare maiLa sicurezza personale viene prima di tutto. Ci sono comportamenti da evitare in modo assoluto:
• Non affrontare i bracconieri
Spesso agiscono in gruppi organizzati e possono essere armati di coltelli o attrezzi contundenti.
• Non toccare o rimuovere le reti
Potresti compromettere le prove o interferire con un’operazione già in corso da parte delle forze dell’ordine.
• Non farti notare
Se si accorgono della tua presenza, possono caricare tutto sul furgone e sparire in pochi minuti.Cosa succede dopo la segnalazione?Grazie alla normativa attuale, una segnalazione precisa e documentata può portare al sequestro preventivo dei mezzi e delle attrezzature.
Anche quando non avviene un arresto immediato, la perdita di furgoni, reti ed equipaggiamenti – spesso per un valore di migliaia di euro – rappresenta un colpo durissimo per queste attività illegali.ConclusioneLa lotta al bracconaggio non si vince con gesti impulsivi, ma con attenzione, responsabilità e collaborazione. Ogni segnalazione fatta nel modo corretto è un passo avanti nella tutela delle nostre acque e del futuro della pesca sportiva.Chi ama la pesca e l’ambiente può fare qualcosa ancora in più diventando Guardia Ittica Volontaria, partecipando al corso gratuito promosso dal Comitato Provinciale F.I.P.S.A.S. Treviso.
Un percorso formativo che permette di acquisire competenze normative e operative per contribuire in modo attivo alla tutela delle acque, della fauna ittica e della passione per la pesca.
La battaglia continua. E passa anche da noi.Autore Riccardo Ogliari -Team member Feedstimulants Italy e responsabile della sezione news per Carpmagazine.it
Bracconaggio Ittico: La Nuova Legge è Realtà. Ecco cosa cambia per i nostri Fiumi e per il Carp Fishing
Bracconaggio Ittico: La Nuova Legge è Realtà. Ecco cosa cambia per i nostri Fiumi e per il Carp Fishing



