Intervista a Matteo Marmocchi – Brand Leader Europeo per Nash Tackle
Intervista a cura di Donato Corrente, fondatore e responsabile editoriale di Carpmagazine.it, la prima rivista digitale in Italia interamente dedicata al mondo del carpfishing.
Matteo Marmocchi -Brand leader Europeo per Nash Tackle-
1. Matteo, puoi raccontarci come è iniziata la tua passione per il carpfishing e come sei entrato a far parte del team Nash?
La mia passione per il carp fishing è nata nel mentre cercavo il fresco durante l’estate nel 1995, con mio padre ed i suoi amici, misi la mia canna a Bolognese con una boilies che mi legarono gli amici di mio padre. Dopo due ore la canna partí talmente forte che ero quasi impaurito, ferrai, sentii forza dall’altra parte, ma strappai il filo, avevo 13 anni. Poi qualche decennio dopo, nel mentre ero all’Università a fare Calcolo Probabilità e Statistica, mi suonò il telefono del direttore della rivista per la quale scrivevo
“CarpaXTutti” e mi disse che la Nash era interessata a me per una collaborazione come promoter, cioè l’attuale influencer.
2. Quali sono le principali responsabilità del tuo ruolo come Brand Leader Europa per Nash Tackle?
Seguo diversi mercati sia a livello vendite che a livello marketing. Ho voce in capitolo sui prodotti che dovranno uscire, devo produrre materiale per i Social e sono quella persona che ha un po’ le mani in pasta dappertutto all’interno della Nash.
3. Come hai visto evolvere il mercato del carpfishing in Italia negli ultimi anni?
Ho visto crescere esponenzialmente il mercato sia in Italia che in Europa, il carp fishing è senza ombra di dubbio una delle tecniche più affascinanti anche per i più giovani. Il mercato per alcune nazioni è saturo, per altre come l’Est Europa è in espansione. Vedo che i pescatori vogliono cose belle e funzionanti, non è carp fashion ma semplicemente unire l’utile al bello.
4. Quali sono le sfide più grandi che hai affrontato nella promozione del brand Nash in Europa?
Ho avuto diversi cambiamenti in Nash negli anni e ci sono abituato, però la parte peggiore è stata quando dopo 15 anni ho dovuto passare il testimone di responsabile vendite Italiano ad un altro ragazzo, Fabio, che è sicuramente più bravo di me, anche perché l’ho scelto io, ma il distaccarmi alla routine di sentire alcuni negozi, mi è dispiaciuto tantissimo, non nego che ho versato qualche lacrimuccia durante le mie ultime visite a loro, ma la cosa positiva è che comunque ci sentiamo e che posso andarli a trovare quando voglio, poi so che sto lavorando ancora per loro e che li ascolterò sempre.
5. Puoi parlarci di qualche innovazione recente nei prodotti Nash che ritieni particolarmente significativa per i carpisti?
Se i primi anni erano l’evoluzione delle esche, poi delle minuterie, passando dai prodotti più leggeri e performanti, ora a 42 anni capisco quanto bisogna star comodi a pesca, quindi senza ombra di dubbio le tecnologie sulle tende e lettini, se prima ero più sbarbatello e allo stato brado, ora cerco spesso la comodità, anche viaggiando migliaia di km o facendo trasbordi con la barca, ma quando piazzo una tenda ed il lettino, devo sentirmi comodo e chi se non Nash rispecchia questo mio pensiero?
6. Come viene sviluppato un nuovo prodotto Nash, dall’idea iniziale alla commercializzazione?
Inizia da un’idea che può essere una banalità, o anche da un suggerimento. La si valuta, gli si dà un prezzo commerciale di fattibilità del progetto e del suo benefit finale.
Dopo di che ci si affida alla nostra fabbrica, la quale crea pochi prototipi che nell’arco dei mesi vengono migliorati, fino a che non si ha il prodotto finale, il quale poi deve passare dei test più severi con alcuni consulenti sparsi per l’Europa. In genere ci vogliono da un anno a perfino 5 anni per lo sviluppo di un prodotto, dipende sempre di cosa si tratta. Poi si stabilisce il margine di guadagno, che negli anni è sempre meno per poterlo poi vendere ai negozi che a loro volta lo devono vendere ai pescatori, quindi il prezzo deve essere accessibile, alcune volte, non nego, su alcuni prodotti che ci crediamo, il margine è davvero basso, preferiamo che i carpisti siano contenti e guadagnarci meno, per noi è importante ed è anche parte del marketing.
7. Le boilies Nash hanno segnato la storia del carpfishing con formulazioni innovative. Qual è quella a cui sei più legato e perché?
La boilies che sono più legato è la Scopex Squid, la quale mi ha permesso di catturare due over 30 in acque libere e difficili. Nessuna boilies in Nash mi ha fatto catturare tanto come questa boilies.
8. Quali consigli daresti ai giovani anglers che vogliono avvicinarsi al carpfishing?
Di farlo con il desiderio di andare a pescare per prendere un pesce o più pesci. Godersi la natura, studiare il posto e di prendere cappotto, sembra un controsenso, ma non lo è. Prendere cappotto e non scoraggiarsi, testare e riprovare, fa godere ancora di più la magia del carp fishing quando una nostra soluzione funziona e catturiamo dopo qualche delusione.
9. Come riesci a bilanciare il tuo ruolo manageriale con la tua passione per la pesca?
Non lo bilancio, per me la pesca è un lavoro e lo è ormai da quasi 20 anni, il mio tempo libero lo passo facendo altro. Perdonatemi, ma questa è la verità, non ricordo l’ultima volta che ho pescato per solo desiderio di andare a pescare, perché anche se ho il desiderio, che ce l’ho sempre, ogni volta so che devo fare qualcosa, come un test di un prodotto, ormai che sono pesca, non lo provo in quella situazione?
Come fare qualche contenuto in termini di foto e video…ormai che sono a pesca, non vuoi produrre materiale? Anche la semplice foto, non è più semplice, per scattarne una decente, ho dovuto fare corsi e studiare.
10. Hai una sessione di pesca che ricordi con particolare affetto o che ti ha insegnato qualcosa di importante?
2009 Dicembre, Cassien. Ci scrissi anche un articolo “Questo cappotto lo rifarei”. 7 giorni di cappotto clamoroso, dove l’ultima notte mi parte la canna, anzi, ho sentito la bobina del mulinello fare rumore di notte perché il pesca stava mangiando in obliquo, maledetto segnalatore di una marca che non farà il nome, ma non è Nash. Ferro, combatto e mi si slama a due metri dal guadino. E’ stato il cappotto più bello della mia vita ed una sessione dove ho imparato molto, tornassi indietro rifarei altro anche in termini di scelta della postazione.
11. Quali sono le tendenze future che vedi nel mondo del carpfishing e come Nash si sta preparando per affrontarle?
La tendenza è quello di fare cose belle e funzionali, che sia abbigliamento o una minuteria, i pescatori vogliono la novità, ma che sia utile. Noi siamo pronti perché Nash deve distinguersi per l’innovazione.
12. Puoi condividere con noi qualche anticipazione sui prossimi prodotti o progetti di Nash?
Posso dirvi solamente che uscirà questa estate la nuova linea Scope e sarà spettacolare, per noi questa gamma è molto importante. Ci saranno delle canne davvero belle e performanti, con una serie di zaini e retainer sling mai visti, pensate che le sacche di mantenimento galleggianti si potranno richiudere dentro ad un piccolo zaino, scoprirete anche perché.
13. Come vedi l’evoluzione del carpfishing in Italia nei prossimi cinque anni?
Vedo che i giovani sono attratti dal carp fishing, ma non trovano informazioni utili come anni fa potevano essere le riviste, ora si trova di tutto e di più, ma spesso leggo e vedo delle assolute corbellerie fatte vedere da influencer che hanno solo la fortuna di avere dei follower, ma che in realtà non sanno pescare. Ecco bisogna decidere chi seguire con attenzione perché la differenza è abissale. Quando scrivevo sulle riviste c’era un controllo qualità, ora sui social non c’è niente, chi fa il buffone ha follower e si arroga il diritto del “sapere”. Spero che questa evoluzione si fermi per dare spazio a chi veramente può comunicare cose utili e ci sono tanti bravissimi pescatori che lo possono fare.
14. Qual è il feedback più gratificante che hai ricevuto da un cliente riguardo ai prodotti Nash?
Per fortuna ne ho diversi, ma raggruppandoli è quando mi si dice che il prodotto è bello e funzionale, oppure se si tratta di un amo ed un’esca, che si è catturato di più. Per me la felicità del carpista è tutto.
15. Matteo, nel ringraziarti per i tuoi preziosi contributi e la disponibilità, concludiamo questa intervista con la nostra domanda di rito: qual è la tua opinione sulla rivista online carpmagazine, attiva dal 2011?
Ogni genere di informazione fatta per bene, aiuta alla crescita del carpfishing. I giovani hanno bisogno di avere canali sicuri di apprendimento, quindi ben venga. Grazie a te per le domande.
Matteo Marmocchi -Brand leader Europeo per Nash Tackle-
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