La 1º rivista digitale nata in Italia sulla tecnica del Carpfishing
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Kayak K1 Salento Kayak Fishing: il mio compagno per il carpfishing nei grandi ambienti naturali

Kayak K1 Salento Kayak Fishing: il mio compagno per il carpfishing nei grandi ambienti naturali

Praticare carpfishing dal kayak nei grandi fiumi italiani è una scelta estrema, anticonvenzionale, ma profondamente immersiva. Richiede non solo una visione diversa della pesca, ma anche un mezzo tecnico all’altezza. Per questo ho scelto il Kayak K1 di Salento Kayak Fishing, nella versione divisibile, che mi accompagna ormai da mesi in tutte le sessioni sul fiume Po e in altri ambienti naturali.

In questo articolo condivido le ragioni tecniche dietro questa scelta, i pregi concreti emersi sul campo e anche gli aspetti da ottimizzare, nella logica di un confronto aperto e costruttivo tra chi vive il kayak come piattaforma di pesca di ricerca, movimento e adattamento continuo.


✅ Perché ho scelto il K1 Divisibile

La possibilità di dividere il kayak in due sezioni è stata decisiva:

  • Trasporto agevolato anche in auto compatte, senza necessità di portapacchi
  • Accesso facilitato a spot remoti, come le prismate del Po o calate in sponda con sentieri stretti o ripidi
  • Possibilità di stivarlo direttamente in casa anche in spazi contenuti

Il sistema di giunzione tra le due sezioni è robusto e intuitivo, con bloccaggi rapidi e senza gioco eccessivo.


⚙️ Configurazione attuale e uso reale

Uso il K1 con un assetto tecnico specifico per il carpfishing:

  • Porta canna installati sui binari tramite attacchi a stella railblaza
  • Spazi ottimizzati per boilies, stick mix, PVA e kit slamatura
  • Sistema di ancoraggio Scotty Anchor Lock montato a prua per gestire la corrente
  • Ecoscandaglio Garmin Striker Vivid 5cv  su supporto laterale con doppio display CHIRP e ClearVü e trasduttore GT20

Il kayak regge perfettamente carichi importanti e rimane stabile anche in fasi di combattimento o slamatura a bordo, grazie alla larghezza e al profilo equilibrato.

CARATTERISTICHE TECNICHE:

Lunghezza 335 cm

Larghezza 88 cm

Altezza scafo  33 cm

Portata utile: 150 kg

Peso totale  34 kg

Peso singolo pezzo  17 kg c.a.

Lunghezza singolo pezzo  168 cm

Dimensioni Utili vano sonda  7,3 x 20 cm

Fornito con sistema pedali, sedile alto in alluminio, pagaia, timone e portacanne girevole. 


⚡ Sistema a Pinnette vs Sistema a Elica

Il sistema di propulsione rappresenta una scelta strategica nella configurazione del kayak. Nel mio caso, ho optato per un sistema a pinnette, in alternativa al più diffuso sistema a elica.

Vantaggi del sistema a pinnette:

  • Permette la propulsione anche in acque basse o con presenza di ostacoli sommersi, dove l’elica rischia di danneggiarsi
  • Offre una spinta fluida e progressiva, utile per mantenere la rotta senza sbalzi
  • Consente una maggiore discrezione in avvicinamento ai pesci
  • Attiva gruppi muscolari posteriori, come glutei e ischiocrurali, in modo simile alla pedalata naturale

Svantaggi rispetto all’elica:

  • Minor velocità massima in acque aperte
  • Richiede maggiore forza continua per lunghi tratti
  • Meno efficace controcorrente intensa rispetto a una elica con trasmissione diretta

In sintesi, per ambienti come il fiume Po, caratterizzati da fondali irregolari, vegetazione, bassi livelli e ostacoli sommersi, il sistema a pinnette si dimostra più versatile e resistente nel tempo.

Gruppi muscolari coinvolti

Il sistema a pinnette attiva in modo diretto:

  • Glutei (muscolo grande gluteo)
  • Muscoli posteriori della coscia (ischiocrurali: bicipite femorale, semitendinoso e semimembranoso)
  • Muscolo ileo-psoas per il movimento flesso-estensivo della gamba
  • In minor misura, anche quadricipiti femorali e core stabilizer (muscoli addominali profondi e lombari) per mantenere equilibrio e trasmissione della forza

Questo tipo di attivazione muscolare consente una spinta più naturale e meno traumatica rispetto all’elica, migliorando anche la resistenza muscolare nelle lunghe sessioni e riducendo il carico sulle articolazioni del ginocchio.

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🔋 Batteria al Litio 8Ah e Installazione Ecoscandaglio

Per alimentare il mio Garmin Striker Vivid 5cv, utilizzo una batteria al litio da 8Ah, scelta per l’efficienza, il peso ridotto (circa 1 kg) e l’autonomia estesa.

La batteria è alloggiata in un contenitore in plastica rigido, posizionato dietro la seduta. Ho personalizzato il boxpraticando dei fori dedicati per il passaggio dei cavi di alimentazione.

Il trasduttore è invece collocato nell’alloggiamento integrato sotto lo scafo, previsto nel design del K1, per garantire una lettura precisa del fondale.

Questa configurazione garantisce:

  • Distribuzione ottimale dei pesi
  • Protezione da umidità e urti
  • Accessibilità per la ricarica
  • Funzionalità completa anche in split screen CHIRP + ClearVü

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🎣 Gestione della Cattura: Sicurezza, Idrodinamica e Accesso Rapido

Per la gestione responsabile della carpa dopo il combattimento, utilizzo una sacca di mantenimento galleggiante Monster di Nash.

La collego al kayak tramite due moschettoni inox fissati alla murata laterale, in posizione idrodinamica parallela allo scafo, per evitare resistenza durante gli spostamenti e mantenere la stabilità.

Questa soluzione mi consente di:

  • Mantenere la carpa in sicurezza e in acqua ossigenata
  • Effettuare rilascio e foto una volta raggiunto un fondale idoneo(questo aspetto è in fase di miglioramento evolutivo nei prossimi mesi)
  • Garantire un approccio etico e tecnico alla pesca

💚 Punti di forza del Kayak K1

  1. Stabilità primaria ottima ma migliorabile con uno scafo a trimarano
  2. Portata elevata anche con setup completo
  3. Modularità (versione divisibile), i due moduli pesano circa 17 kg cadauno
  4. Ampie aree per personalizzazioni e installazioni tecniche
  5. Seduta abbastanza comoda anche per lunghe sessioni
  6. Predisposizione per installazione trasduttore
  7. Predisposizione per montaggio motore elettrico di poppa e lateralmente, volendo anche al posto del gruppo pinnette o elica

🔧 Aspetti da migliorare (in ottica pro)

  1. Altezza seduta limitata: non raggiunge i 25 cm nemmeno con spessori artigianali in alluminio, penalizzando la visibilità e la postura nelle lunghe sessioni e nei movimenti da seduto ad in piedi
  2. Assenza di un gavone stagno in prua per alloggiare abbigliamento tecnico o accessori da riparare dalle intemperie
  3. Mancanza di binari laterali sul modulo di poppa in corrispondenza della seduta, utili per l’installazione di ulteriori accessori (risolvibile con personalizzazioni)
  4. Presenza di due cerniere sotto lo scafo: potrebbero essere eliminate per rendere il montaggio più rapido e agevole soprattutto in spot difficili, mantenendo comunque un’ ottimo livello di sicurezza
 

🗝 Conclusione

Il Kayak K1 di Salento Kayak Fishing rappresenta per me una piattaforma ottima per iniziare a praticare  un carpfishing attivo, etico e totalmente indipendente.

Non è solo un mezzo di trasporto: è un’estensione della mia visione di pesca, esplorazione e contatto con l’acqua.

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Autore Donato Corrente -carpmagazine.it-

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