La 1º rivista digitale nata in Italia sulla tecnica del Carpfishing
La 1º rivista digitale nata in Italia sulla tecnica del Carpfishing
Shot on the Hook: Svolta epocale o pura illusione?

Shot on the Hook: Svolta epocale o pura illusione?

Shot on the Hook: Svolta epocale o pura illusione?

Shot on the Hook: Svolta epocale o pura illusione?

Negli ultimi mesi il termine “Shot on the Hook” è entrato con prepotenza nel vocabolario di moltissimi carpisti, complice anche l’enorme risonanza mediatica del nuovo video Underwater di Danny Fairbrass e del team Korda.
In quelle immagini subacquee, l’inserimento di un piccolo piombino direttamente sull’amo sembrerebbe dare risultati sorprendenti: più efficacia in fase di ferrata, meno esitazioni da parte delle carpe e, di conseguenza, più catture.
Ma ci troviamo davvero di fronte a una rivoluzione? Oppure è l’ennesimo “specchietto per le allodole”, una moda costruita a tavolino per alimentare il continuo bisogno di novità nel mondo della pesca alla carpa?

Cos’è lo Shot on the Hook?

Il concetto è semplice: si applica un minuscolo piombo direttamente sul gambo dell’amo.
L’obiettivo è aumentare drasticamente il peso nella fase cruciale dell’inghiottimento e del rigetto del rig, rendendo più immediato e sicuro l’innesco dell’amo nella bocca della carpa.

Non è un’idea completamente nuova: sistemi come il blowback rig o il KD rig hanno già lavorato per anni sulla “meccanica” dell’amo per migliorare l’efficacia della ferrata. Tuttavia, la precisione e la semplicità di applicare peso direttamente sull’amo sono ciò che rende lo Shot on the Hook particolarmente interessante.

I dati di Underwater: verità o montatura?

Nel video Underwater, Fairbrass mostra come la percentuale di abboccate “pulite” aumenti sensibilmente utilizzando questo piccolo trucco. Le immagini sembrano inequivocabili: molte carpe che prima riuscivano a liberarsi, una volta montato il piombino sull’amo, vengono allamate in modo più deciso.
Tuttavia, va fatta una considerazione importante: Underwater è pur sempre un prodotto mediatico.
Sebbene sia uno dei pochi esempi in cui possiamo davvero vedere ciò che accade sott’acqua, i test sono stati svolti in un ambiente fortemente controllato, su carpe già abituate alla pressione di pesca e in condizioni particolari che non sempre rispecchiano la varietà di situazioni che possiamo incontrare nei nostri spot quotidiani.

Funziona sempre?

Uno dei limiti principali dello Shot on the Hook potrebbe emergere in situazioni di pesca più “sporche” o naturali, come fondali molto molli, presenza di detriti o erba, dove un piombo sull’amo può impigliarsi facilmente o peggiorare la presentazione. Inoltre, la sensibilità della carpa a livello orale è estrema: un oggetto eccessivamente pesante o percepibile potrebbe insospettirla molto più rapidamente.
Anche il tipo di amo, il diametro del filo, la rigidità del rig e la dimensione dell’innesco sono fattori che possono rendere questo accorgimento più o meno efficace.

Conclusione: genialata o marketing?

Lo Shot on the Hook è sicuramente un’idea interessante, che merita di essere testata da ogni carpista curioso e attento ai dettagli. Ma non è, da solo, la soluzione magica che rivoluzionerà la pesca alla carpa.
Come sempre, la tecnica deve essere adattata al contesto: capire quando e come usarlo fa la differenza tra una trovata efficace e una perdita di tempo. Il consiglio è di provarlo, ma con senso critico: come per ogni novità, il vero segreto è l’esperienza sul campo, non la promessa racchiusa in un video ben costruito.

Autore Riccardo Ogliari -carpmagazine.it-

Shot on the Hook: Svolta epocale o pura illusione? Shot on the Hook: Svolta epocale o pura illusione? Shot on the Hook: Svolta epocale o pura illusione?

Lascia un commento