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Isola Serafini: tra energia pulita e rinascita ecologica, la scalata dei pesci che riconcilia uomo e natura

Isola Serafini: tra energia pulita e rinascita ecologica, la scalata dei pesci che riconcilia uomo e natura

Isola Serafini: tra energia pulita e rinascita ecologica, la scalata dei pesci che riconcilia uomo e natura

Isola Serafini: tra energia pulita e rinascita ecologica, la scalata dei pesci che riconcilia uomo e natura

Isola Serafini (Piacenza), 1° febbraio 2025 – Un faro illumina le acque torbide del Po mentre un gruppo di visitatori, con il fiato sospeso, osserva attraverso una finestra subacquea il passaggio di un branco di cheppie. È sabato mattina, e dopo oltre un anno di chiusura, l’impianto di risalita dei pesci di Isola Serafini riapre al pubblico, simbolo di un equilibrio ritrovato tra produzione energetica e tutela della biodiversità. Ad accogliere i primi curiosi c’è Elena Marsiglia, responsabile della comunicazione del Consorzio di Gestione dell’Isola, che con orgoglio racconta: «Qui non si celebra solo un’infrastruttura, ma una riconciliazione. Ogni pesce che supera questi gradini è una vittoria per l’ecosistema».

Un’isola a forma di cuore nel cuore del Po

Isola Serafini, la più grande isola fluviale del bacino del Po, è un gioiello naturale dalla forma singolare: «Ricorda un cuore», sottolinea Marsiglia, «e non è un caso. Da sempre questo luogo è vitale per il fiume, crocevia di rotte migratorie e risorse idriche». Ma dal 1962, con l’entrata in funzione della centrale idroelettrica di Monticelli, il battito di quel cuore ha rischiato di fermarsi. Con i suoi 300 metri di sbarramento e un dislivello di 30 metri, la diga ha interrotto il flusso migratorio di specie come lo storione cobice, la cheppia e il barbo, alterando per decenni l’ecologia del fiume.

«Quella centrale è stata un’avanguardia: nel ’62 parlare di energia pulita era rivoluzionario», spiega Marco Ferranti, storico dell’ambiente. «Ma il prezzo è stato alto: il Po, da corridoio biologico, è diventato una barriera».

La sfida del 2017: una scala per salvare la vita

La svolta arriva nel 2017, con l’inaugurazione del sistema di risalita più grande d’Italia: 37 “gradini” in cemento e acciaio che, con un dislivello di 25 centimetri ciascuno, permettono ai pesci di superare i 10 metri d’altezza dello sbarramento. Un’opera ingegneristica studiata per replicare le dinamiche naturali: «L’acqua scorre con portata e velocità calibrate per attirare i pesci senza stressarli», spiega l’ittiologo Luca Govoni. «Le specie migratorie percepiscono la corrente e la seguono, come farebbero in un affluente naturale».

Il risultato? Dal 2017 a oggi, oltre 50.000 esemplari hanno utilizzato la scala, con un picco del 40% di passaggi registrati dopo il 2022, grazie ai miglioramenti nell’illuminazione notturna e alla rimozione di detriti.

Tecnologia e trasparenza: il monitoraggio che affascina il pubblico

Ciò che rende unico l’impianto di Isola Serafini è la sua doppia anima: scientifica e divulgativa. Due finestre sottomarine, dotate di vetri spessi 20 cm, permettono ai visitatori di osservare i pesci in tempo reale, mentre telecamere termiche e sensori a infrarossi tracciano numero, specie e direzione degli esemplari. I dati confluiscono in un centro di ricerca gestito dall’Università di Parma, in collaborazione con l’European Biodiversity Institute.

«Non è solo turismo», precisa Marsiglia. «Qui formiamo scuole e cittadini. I ragazzi imparano che un fiume in salute ha bisogno di pesci che nuotano liberamente, non solo di acqua pulita».

La chiusura del 2023-2024: miglioramenti e lezioni apprese

La recente chiusura annuale, motivata da lavori di manutenzione straordinaria, ha permesso di potenziare il sistema: «Abbiamo installato pompe a basso consumo per regolare il flusso d’acqua in base alle stagioni», spiega l’ingegnere Chiara Rovati. «E ora le telecamere riconoscono automaticamente le specie tramite intelligenza artificiale».

Un upgrade necessario, considerando le nuove sfide climatiche: «Con le estati più secche, la portata del Po è diminuita del 15% nell’ultimo decennio», aggiunge Rovati. «Dovevamo adattarci».

Un modello per l’Europa?

Isola Serafini è oggi un caso studio internazionale. La Commissione Europea l’ha inserita nel progetto “RiverLife” per la riqualificazione dei fiumi, e tecnici dalla Francia e dalla Germania hanno già visitato l’impianto. «In Paesi come la Svezia, sistemi simili esistono da anni, ma la scala del Po è senza precedenti per un fiume così ampio e sedimentoso», commenta Anna Bergström, esperta di ecologia fluviale.

Il prossimo passo? «Monitorare l’impatto a lungo termine», conclude Govoni. «Se i pesci torneranno a riprodursi a monte come un tempo, vorrà dire che il cuore del Po batte di nuovo forte».

Per i visitatori, intanto, resta l’emozione di osservare, attraverso quel vetro, un istinto ancestrale: pesci che lottano controcorrente, non più per colpa dell’uomo, ma grazie a esso.

Integrazione e revisione di Donato Corrente -Fonte articolo di Valentina Paderni -Libertà.it

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